venerdì 18 novembre 2011

NO ALLA CHIUSURA DEGLI STABILIMENTI PANSAC

DIFENDIAMO CON LA LOTTA I POSTI DI LAVORO!

Il PCL E' AL FIANCO DEI LAVORATORI!

La PANSAC INTERNATIONAL SRL, con atto del 13 dicembre 2010, ha acquisito l'intero ramo industriale della Nuova Pansac SPA. L'azienda, specializzata nella produzione di film in polietilene e tessuto non tessuto, per uso alimentare, igienico sanitario e industriale, doveva essere rilanciata dopo una gestione della proprietà giudicata quantomeno “dissennata”.

Dopo la Cassa Integrazione Straordinaria, a zero ore, per di 450 lavoratori arriva l'annuncio, venerdì 11 novembre 2011, da parte dell'amministratore delegato Stefano Lupi della chiusura dei cinque stabilimenti del gruppo industriale. Questo significa che 850 lavoratori rimarranno senza lavoro. Gli stabilimenti interessati sono quelli di Mira (VE), 494 lavoratori; Portogruaro (VE) 77 lavoratori; Marghera (VE) 67 lavoratori; Ravenna, 65 lavoratori; Verdellino-Zingonia (BG), 75 lavoratori. C'è appena bisogno di ricordare che lo stabilimento di Portugruaro (VE) era stato già chiuso da tempo.

La spiegazione fornita dall'azienda è che le banche creditrici (Unicredit, San Paolo Intesa, Monte dei Paschi di Siena ed altri) hanno rigettato il piano industriale e chiuso i rubinetti. Ma l'azienda aveva prima svuotato i magazzini della materia prima e dei prodotti finiti, segno di una azione a lungo meditata e preparata. L'amministratore delegato ipotizza la vendita mediante spezzatino degli stabilimenti, sacrificando lo stabilimento di Mira (VE). I sindacati del settore propendono per l'avvio di una procedura di amministrazione straordinaria e/o la cessione di rami d'azienda.

La risposta dei lavoratori in tutti gli stabilimenti non si è fatta attendere, è stato dichiarato lo stato di agitazione permanente e si presidiano i cancelli e gli stabilimenti.

La crisi capitalistica in questi mesi ha colpito pesantemente l'industria chimica della zona industriale di Marghera con chiusure di diversi stabilimenti, basta pensare alla Vilnys, alla Raffineria Eni, alla Montefibre. Ma ormai la crisi investe tutta l'industria (Alenia, Fincantieri, Alcoa) e i servizi del terziario (Cooperativa sociale ex Elleuno, ora Ancora).

Il Partito Comunista dei Lavoratori ha prontamente portato la propria solidarietà ai lavoratori della Pansac in lotta per la difesa dei posti di lavoro incontrando con una propria delegazione i delegati sindacali dello stabilimento di Mira. Nel contempo il PCL ritiene necessario, per scongiurare la chiusura degli stabilimenti, mettere in campo forme adeguate di mobilitazione e di lotta nel segno dell'unità e della radicalità. Ogni ipotesi di divisione dei lavoratori tra gli stabilimenti, ogni ipotesi di spezzatino, va nettamente respinta, la vertenza va unificata e generalizzata. Non solo nel gruppo industriale ma anche nei territori coordinando e unificando le vertenze a partire dal veneziano, dove va proclamato lo sciopero generale in difesa dei posti di lavoro.

Se il padronato ha portato via le materie prime, se pratica la serrata allora i lavoratori devono rispondere con l'occupazione degli stabilimenti. Se il governo nazionale e regionale di fatto si disinteressa della vita dei lavoratori, questi devono bloccare le strade per farsi sentire. Se la proprietà ha fallito, è necessario che i lavoratori prendano in mano il destino degli stabilimenti rivendicandone la nazionalizzazione, senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori. In ogni caso questa prospettiva di lotta sarà la parola d'ordine che il PCL sosterrà in ogni ambito di intervento, politico e sindacale, assieme alla rivendicazione di un governo dei lavoratori.