venerdì 13 giugno 2014

Dalla destra alla sinistra liberale, tutti al servizio di un capitalismo sempre più criminale

Venezia, 12.06.2014
orsoniLa cosiddetta sinistra “radicale” continua a sostenere la Giunta Orsoni, in cambio della delega alle Politiche del Lavoro, che trasforma il consigliere del PRC in un vero e proprio "terminale dei disperati". Invece di appoggiare comitati di lotta, iniziative di conflitto, e combattività sindacale contro una giunta vergognosa, il PRC media ogni giorno qualche piccolo spazio di contrattazione politica magari al fine di preservare in futuro ulteriori esigui ambiti amministrativi, pur sempre compatibili col governo padronale del territorio.
LA SINISTRA “RADICALE” E RIFORMISTA, MALGRADO TUTTO, CONTINUA A MANTENERE IL SOSTEGNO ALLA GIUNTA DI VENEZIA
Nel mentre aumenta la desertificazione industriale, la disoccupazione e la disperazione sociale emerge a Venezia e nel Veneto un sistema di potere che sotto molti aspetti ricorda quello mafioso. Un sistema di potere che si sviluppa negli anni '80, da quando con l'inizio della crisi capitalistica il padronato abbandona il settore manifatturiero e cerca nuovi terreni di speculazione e investimento nella privatizzazione dei servizi, la speculazione immobiliare e finanziaria, le grandi opere: autostrade, passante, ospedali e..... il Mose.
A Venezia questo sistema di potere decolla nel 1982, oltre trent’anni fa, quando con la nascita del Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico per le opere di salvaguardia in laguna, ha inizio una nuova epoca di grandi appalti e corruzione. Tutti i partiti di governo, di ogni colore e a ogni livello, hanno sostenuto e favorito la costruzione di questo sistema di potere. Berlusconi e Prodi, Monti e Letta, con i loro ministri, soprattutto dell'Economia, dell'Ambiente e delle Infrastrutture si sono spesi per garantire un flusso costante di finanziamenti che solo per il Mose nel tempo è schizzato da 1,5 miliardi a 5,5 miliardi. Un meccanismo che certamente il governo Renzi non aveva e non ha intenzione di mettere in discussione.
In Regione Veneto il sostegno alle imprese del Consorzio Venezia Nuova non è venuto mai meno, una sostanziale continuità si è registrata dal governatore Giancarlo Galan (PDL-FI), dal 1995 al 2010, al governatore Luca Zaia (LN), con l'assessore alle Infrastrutture Renato Chisso (FI). Un sostegno che vedeva compartecipe la cosiddetta opposizione liberale (PD).
Il Comune di Venezia vede il coinvolgimento del sindaco, Giorgio Orsoni, uomo della Curia, a sua volta coinvolta attraverso i finanziamenti all'Università Marcianum, fondata dall'arcivescovo, Angelo Scola, di Comunione e Liberazione e della cui Compagnia delle Opere fa parte la principale azionista del Consorzio Venezia Nuova, la Mantovani SPA. Un sistema che per funzionare a pieno regime ha a disposizione fondi neri per almeno 100 milioni di euro annui, mazzette distribuite, a secondo del prezzo: ministri, presidente di regione, assessori regionali, consiglieri, alti funzionari (Corte dei Conti, Magistrato alle acque, Regione Veneto), prelati ed ex generali con agganci nei servizi segreti e nelle agenzie. I lavoratori e le masse popolari pagano tutto questo con tagli alle spese sociali, alla sanità, al trasporto pubblico, all'assistenza domiciliare, con la svendita continua di isole e palazzi ai soliti noti.
La cosiddetta sinistra “radicale” continua a sostenere la Giunta Orsoni, in cambio della delega alle Politiche del Lavoro, che trasforma il consigliere del PRC in un vero e proprio "terminale dei disperati". Invece di appoggiare comitati di lotta, iniziative di conflitto, e combattività sindacale contro una giunta vergognosa, il PRC media ogni giorno qualche piccolo spazio di contrattazione politica magari al fine di preservare in futuro ulteriori esigui ambiti amministrativi, pur sempre compatibili col governo padronale del territorio.
Il PCL è da sempre l'unica vera sinistra di opposizione, contro il centrodestra e il centrosinistra, sulla base di un chiaro programma rivoluzionario e di classe: Solo un governo dei lavoratori può fare pulizia, può abolire la giostra degli appalti e del loro mercato. Espropriare senza indennizzo le aziende corruttrici salvando al tempo stesso i posti di lavoro. Nazionalizzare sotto controllo operaio la grande industria edilizia e del cemento, regno tradizionale della criminalità organizzata vecchia e nuova. Nazionalizzare le banche, senza indennizzo per i grandi azionisti, grande nascondiglio di corruzione ed evasione. Abolire il segreto commerciale e industriale, santuario dell'imboscamento di mazzette, e porre l'intera economia, e ogni bilancio, sotto il controllo dei lavoratori.
SE NE VADANO TUTTI, GOVERNINO I LAVORATORI!
PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Sez. Pietro Tresso (Blasco) Venezia