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giovedì 29 settembre 2011

Il dibattito alla Festa della Fiom Cgil a Padova, con M. Landini e M. Ferrando

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Il dibattito alla Festa della Fiom Cgil a Padova, con M. Landini e M. Ferrando

di Antonino Marceca

La festa organizzata dalla Fiom-Cgil a Padova dal 15 al 18 settembre 2011 è stata un'occasione riuscita per ascoltare buona musica, per gustare i prodotti dell'ottima cucina veneta e bere in compagnia, ma sopratutto è stata anche un momento di confronto e di dibattito sui principali temi politici e sindacali sul tappeto nel Paese.
Nei dibattiti sono stati affrontati i temi della crisi capitalistica, dello sciopero generale del 6 settembre, degli effetti dell'ultima manovra economica varata dal governo, delle lotte e mobilitazioni che vedono impegnate le forze del movimento operaio, i movimenti, in queste settimane.
Il 15 settembre ha aperto il ciclo degli incontri il dibattito, coordinato dal giornalista de Il Manifesto, Gabriele Polo, sul tema “Contratto, Democrazia, Rappresentanza”.
Questo incontro è stato certamente il più partecipato, sia perché si svolgeva all'indomani del varo della manovra economica del governo, sia perché vedeva la partecipazione di M. Landini, Seg. Gen. Fiom-Cgil e dei principali esponenti politici del centro liberale e delle diverse forze della sinistra.
La Fiom-Cgil aveva invitato a partecipare gli esponenti del centro liberale e giustizialista, S. Fassina (PD) e A. Tibaldi (IDV); della sinistra riformista, P. Ferrero (PRC-FdS) e F. Mussi (SEL); della sinistra marxista rivoluzionaria, M. Ferrando (PCL).
In ordine Gabriele Polo ha dato la parola a F. Mussi (SEL), A. Tibaldi (IDV), M. Ferrando (PCL), Roberta Fantozzi (PRC-FdS), Emilio Gabaglio (PD), M. Landini (Fiom-Cgil) ha concluso gli interventi.
Gli interventi delle forze del centrosinistra hanno evidenziato la loro totale internità alle politiche capitalistiche: A. Tibaldi (IDV) ha rinnovato le promesse di un possibile futuro governo di centrosinistra, l'esponente del PD, Emilio Bagaglio, più prosaicamente ha sostenuto l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e del patto sociale del 4 agosto, ha rivendicato il senso di responsabilità del suo partito nel corso del dibattito sulla manovra economica in Parlamento, suscitando la rabbia e la contestazione dei lavoratori. I due esponenti della sinistra riformista, Mussi (SEL) e Fantozzi (PRC-FdS), hanno evidenziato la loro subalternità al centro liberale e l'incapacità di esprime una proposta realmente alternativa.
Marco Ferrando (PCL), rispondendo alla domanda posta da G. Polo sul tema della crisi di rappresentanza del mondo del lavoro, ha sottolineato come la ricostruzione di questa rappresentanza deve essere posta nelle condizioni storiche attuali, segnate dalla crisi del capitalismo e del riformismo. Una fase storica in cui il capitalismo non ha più nulla da offrire e tanto da togliere ai lavoratori, in cui i governi di ogni colore (centrosinistra e centrodestra) a tutte le latitudini attuano le stesse politiche di massacro sociale e di riduzione dei diritti sindacali. Per questo, ha sottolineato M. Ferrando, la ricostruzione della rappresentanza del mondo del lavoro deve avvenire su basi nuove: abbandonare il fantasma di una possibile borghesia buona, di un capitalismo illuminato con cui si possano realizzare compromessi virtuosi per i lavoratori; porre con chiarezza la linea di divisione tra chi sta con i lavoratori e chi sta con i capitalisti; introdurre nel movimento operaio il tema della forza, necessaria e sufficiente, per arrestare la valanga del capitalismo in crisi (l'esigenza di aprire una riflessione sul tema di una grande vertenza generale e unificante del mondo del lavoro; sulle forme di azione di sciopero a carattere prolungato e sull'esigenza di sostenere queste lotte con la costruzione di casse di resistenza; sulla necessità di procedere all'annullamento del debito pubblico verso i banchieri e la nazionalizzazione delle banche, sotto controllo dei lavoratori e senza indennizzo per i grandi azionisti; sulla questione del governo dei lavoratori, su un programma di rottura con il capitalismo.
Nelle conclusioni M. Landini ha sottolineato l'importanza dell'autonomia del sindacato; ha rivendicato la necessità di difendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dello Statuto dei Lavoratori; la totale cancellazione dell'art 8 della manovra; l'urgenza di una legge sulla rappresentanza sindacale e sulla democrazia nei posti di lavoro, per far ritornare i lavoratori protagonisti delle lotte per il salario, i diritti e le tutele.

giovedì 15 settembre 2011

Marco Ferrando alla festa della Fiom





PADOVA Giovedì 15 settembre parco delle mura a Padova alle ore 21.00alla festa della Fiom interviene il portavoce nazionale del PCL Marco Ferrando. Dibattito su contratto, democrazia, rappresentanza intervengono : Maurizio Landini segretario nazionale Fiom, Marco Ferrando portavoce nazionale PCL, Fabio Mussi SEL, A.Tibaldi IDV, P. Ferrero FED, Fassina PD.

Via Fra Paolo Sarpi, Parco delle Mura, Padova

venerdì 28 gennaio 2011

SIANO GLI OPERAI A PROCESSARE BERLUSCONI

Lo sciopero generale dei metalmeccanici ha assunto un significato non solo sindacale ma politico. La parola d'ordine della cacciata del governo ha attraversato tutti i grandi cortei.
Ora si tratta di investire la forza delle manifestazioni in una lotta vera che abbia l'ambizione di vincere. Non ha alcun senso “chiedere” le dimissioni a Berlusconi. Ha senso costruire una mobilitazione capace di imporgliele. Con una iniziativa di lotta prolungata, generale, radicale, capace di bloccare l'Italia sino alla caduta del governo. Il rovesciamento rivoluzionario di Ben Alì in Tunisia e la sollevazione in atto in Egitto rivelano la forza straordinaria di una ribellione operaia e popolare.
E' ora di dire: “Fare come in Tunisia”.
Siano gli operai a processare Berlusconi e a rovesciare il suo sultanato.

giovedì 27 gennaio 2011

DOMANI TUTTI A PADOVA! PER PIEGARE MARCHIONNE E CACCIARE BERLUSCONI

Lavoratori e lavoratrici,
lo sciopero generale dei metalmeccanici promosso dalla Fiom per il 28 Gennaio ha una grande importanza.
Ma non può limitarsi ad un’iniziativa ordinaria, né a soli obiettivi sindacali.
L’aggressione che si sta scatenando contro i metalmeccanici, sotto la direzione della Fiat, non ha precedenti in tutta la storia del dopoguerra. Mai era accaduto, neppure negli anni 50, che la Fiom venisse espulsa dalla rappresentanza sindacale nelle fabbriche, e che i lavoratori venissero privati del diritto di eleggere i propri rappresentanti sindacali. Eppure è questo il modello varato prima a Pomigliano, poi a Mirafiori,- grazie alla complicità servile di Cisl e Uil- e che si vuole estendere in prospettiva a tutti i lavoratori. L’obiettivo è chiaro: abbattere ulteriormente le condizioni di lavoro e di vita degli operai e per questo privarli di ogni strumento di difesa.
Parallelamente i padroni continuano a godere dell’appoggio del governo più reazionario che l’Italia abbia visto dai tempi di Tambroni: un governo guidato da un sultano megalomane, circondato da faccendieri di ogni sorta, privo ormai di una maggioranza politica in Parlamento e impegnato a corrompere deputati. Un governo che ha l’unico scopo di salvare Berlusconi dalla galera, e che per questo calpesta le stesse leggi borghesi dello Stato.
A tutto questo occorre reagire. Il fronte unico Marchionne Berlusconi va affrontato e spazzato via. Non si può farlo affidandosi a quelle “opposizioni” parlamentari di PD e UDC che hanno sostenuto Marchionne contro gli operai, dopo aver fallito contro Berlusconi in Parlamento: e il cui obiettivo dichiarato è rimpiazzare Berlusconi con un governo amico di Marcegaglia e Bankitalia. Si può farlo solo costruendo un fronte unico autonomo e di lotta del movimento operaio e di tutte le sue organizzazioni. Solo contrapponendo al fronte di classe avversario una forza di massa uguale e contraria. Una forza tanto radicale quanto sono “radicali” Marchionne e Berlusconi.
Ci appelliamo dunque a tutte le sinistre sindacali e politiche perché rompano col PD e il centrosinistra e avviino unitariamente una lotta vera, per vincere. Lo sciopero del 28 Gennaio diventi l’inizio di una mobilitazione di massa prolungata. Si organizzi il blocco generale degli straordinari. Si promuova l’occupazione di tutte le aziende che licenziano o violano i diritti sindacali. Si costituisca una cassa nazionale di resistenza. Si convochi una assemblea nazionale di delegati eletti di tutte le categorie dei lavoratori, pubblici e privati, per varare una piattaforma di lotta unificante, capace di coinvolgere in una lotta a oltranza l’insieme del mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati, degli studenti: e che parta dalla difesa del contratto nazionale, dal blocco dei licenziamenti, dalla cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, votate in 15 anni da centrodestra e centrosinistra ( inclusa Rifondazione).
Al tempo stesso si assuma realmente l’obiettivo politico della cacciata del governo. La Tunisia ha dimostrato come la forza di una sollevazione popolare possa rovesciare un regime ventennale apparentemente solido.
Allo stesso modo in Italia la forza di una esplosione sociale, radicale e di massa, può disgregare il blocco sociale reazionario, cacciare un governo moribondo, e aprire la via dell’unica vera alternativa: quella di un governo dei lavoratori per i lavoratori, basato unicamente sulle loro ragioni e sulla loro organizzazione. Un governo che possa liberare la società dalla dittatura parassitaria dei capitalisti, dei banchieri, dei managers da 38 milioni annui come Marchionne, per dare finalmente il potere a chi lavora: che è poi la vera democrazia.
TUTTI IN SCIOPERO IL 28 GENNAIO PER LA DIFESA DEI DIRITTI SINDACALI
ORGANIZZIAMO UNA MOBILITAZIONE PROLUNGATA CHE PIEGHI
PADRONATO E GOVERNO
CACCIAMO BERLUSCONI COME BEN ALI’ IN TUNISIA: CON LA FORZA DI UNA
LOTTA DI MASSA