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mercoledì 21 marzo 2012

ASSEMBLEA REGIONALE NO DEBITO NO MONTI


Venerdì 23 marzo ore 20.30
assemblea regionale alla Fornace Carotta in Via Siracusa 61, Padova con la partecipazione di Giorgio Cremaschi (Presidente Comitato Centrale FIOM) e Emidia Papi (Esecutivo nazionale USB)

Per confrontarsi sulla piattaforma del Comitato NOI NO Debito, per costruire assieme la partecipazione alla manifestazione nazionale del 31 marzo e la resistenza comune alle politiche antiproletarie del governo Monti.

Son invitati i lavoratori, i precari, i disoccupati, i pensionati... quella grande maggioranza che il governo Monti vuole portare alla miseria per salvare i profitti e le rendite di una minoranza di banchieri e industriali.

giovedì 6 ottobre 2011

A Padova il 13 ottobre DIBATTITO PUBBLICO: DEMOCRAZIA REALE O RIVOLUZIONE SOCIALE?


Proletari di tutto il mondo, unitevi!

IL 15 OTTOBRE SARA’UNA GIORNATA EUROPEA E INTERNAZIONALE DI MOBILITAZIONE CONTRO LE POLITICHE ANTICRISI DEI GOVERNI!

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI
In preparazione della manifestazione nazionale del 15 a Roma

INVITA LAVORATORI, STUDENTI, DISOCCUPATI, PENSIONATI AL

DIBATTITO PUBBLICO:
DEMOCRAZIA REALE O RIVOLUZIONE SOCIALE?

1. Nazionalizzazione delle banche sotto controllo dei lavoratori e realizzazione di un piano di utili opere pubbliche e servizi sociali
2. Occupazione e nazionalizzazione delle aziende che licenziano o delocalizzano, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori.
3. Per un coordinamento nazionale delle lotte dei lavoratori
4. Riduzione generalizzata dell’orario a parità di salario
5. Salario sociale ai disoccupati
6. Per un governo dei lavoratori


Giovedì 13 ottobre alle ore 18.00
Sala centrale centro civico Gabelli, via Giolitti n. 2
autobus n. 18 fermate S. Lazzaro.

Introduce: Susanna Sedusi, sezione di Padova del Partito comunista dei lavoratori.
Relazione di A. Marceca, Comitato Politico Nazionale PCL.

Con la partecipazione di F. Moisio, dir. Responsabile de “Il giornale comunista dei lavoratori”.

(per partecipare alla manifestazione del 15 ottobre e Roma e prenotare per il viaggio tel al 3923577417


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giovedì 29 settembre 2011

Il dibattito alla Festa della Fiom Cgil a Padova, con M. Landini e M. Ferrando

NUOVI VIDEO





Il dibattito alla Festa della Fiom Cgil a Padova, con M. Landini e M. Ferrando

di Antonino Marceca

La festa organizzata dalla Fiom-Cgil a Padova dal 15 al 18 settembre 2011 è stata un'occasione riuscita per ascoltare buona musica, per gustare i prodotti dell'ottima cucina veneta e bere in compagnia, ma sopratutto è stata anche un momento di confronto e di dibattito sui principali temi politici e sindacali sul tappeto nel Paese.
Nei dibattiti sono stati affrontati i temi della crisi capitalistica, dello sciopero generale del 6 settembre, degli effetti dell'ultima manovra economica varata dal governo, delle lotte e mobilitazioni che vedono impegnate le forze del movimento operaio, i movimenti, in queste settimane.
Il 15 settembre ha aperto il ciclo degli incontri il dibattito, coordinato dal giornalista de Il Manifesto, Gabriele Polo, sul tema “Contratto, Democrazia, Rappresentanza”.
Questo incontro è stato certamente il più partecipato, sia perché si svolgeva all'indomani del varo della manovra economica del governo, sia perché vedeva la partecipazione di M. Landini, Seg. Gen. Fiom-Cgil e dei principali esponenti politici del centro liberale e delle diverse forze della sinistra.
La Fiom-Cgil aveva invitato a partecipare gli esponenti del centro liberale e giustizialista, S. Fassina (PD) e A. Tibaldi (IDV); della sinistra riformista, P. Ferrero (PRC-FdS) e F. Mussi (SEL); della sinistra marxista rivoluzionaria, M. Ferrando (PCL).
In ordine Gabriele Polo ha dato la parola a F. Mussi (SEL), A. Tibaldi (IDV), M. Ferrando (PCL), Roberta Fantozzi (PRC-FdS), Emilio Gabaglio (PD), M. Landini (Fiom-Cgil) ha concluso gli interventi.
Gli interventi delle forze del centrosinistra hanno evidenziato la loro totale internità alle politiche capitalistiche: A. Tibaldi (IDV) ha rinnovato le promesse di un possibile futuro governo di centrosinistra, l'esponente del PD, Emilio Bagaglio, più prosaicamente ha sostenuto l'accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e del patto sociale del 4 agosto, ha rivendicato il senso di responsabilità del suo partito nel corso del dibattito sulla manovra economica in Parlamento, suscitando la rabbia e la contestazione dei lavoratori. I due esponenti della sinistra riformista, Mussi (SEL) e Fantozzi (PRC-FdS), hanno evidenziato la loro subalternità al centro liberale e l'incapacità di esprime una proposta realmente alternativa.
Marco Ferrando (PCL), rispondendo alla domanda posta da G. Polo sul tema della crisi di rappresentanza del mondo del lavoro, ha sottolineato come la ricostruzione di questa rappresentanza deve essere posta nelle condizioni storiche attuali, segnate dalla crisi del capitalismo e del riformismo. Una fase storica in cui il capitalismo non ha più nulla da offrire e tanto da togliere ai lavoratori, in cui i governi di ogni colore (centrosinistra e centrodestra) a tutte le latitudini attuano le stesse politiche di massacro sociale e di riduzione dei diritti sindacali. Per questo, ha sottolineato M. Ferrando, la ricostruzione della rappresentanza del mondo del lavoro deve avvenire su basi nuove: abbandonare il fantasma di una possibile borghesia buona, di un capitalismo illuminato con cui si possano realizzare compromessi virtuosi per i lavoratori; porre con chiarezza la linea di divisione tra chi sta con i lavoratori e chi sta con i capitalisti; introdurre nel movimento operaio il tema della forza, necessaria e sufficiente, per arrestare la valanga del capitalismo in crisi (l'esigenza di aprire una riflessione sul tema di una grande vertenza generale e unificante del mondo del lavoro; sulle forme di azione di sciopero a carattere prolungato e sull'esigenza di sostenere queste lotte con la costruzione di casse di resistenza; sulla necessità di procedere all'annullamento del debito pubblico verso i banchieri e la nazionalizzazione delle banche, sotto controllo dei lavoratori e senza indennizzo per i grandi azionisti; sulla questione del governo dei lavoratori, su un programma di rottura con il capitalismo.
Nelle conclusioni M. Landini ha sottolineato l'importanza dell'autonomia del sindacato; ha rivendicato la necessità di difendere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e dello Statuto dei Lavoratori; la totale cancellazione dell'art 8 della manovra; l'urgenza di una legge sulla rappresentanza sindacale e sulla democrazia nei posti di lavoro, per far ritornare i lavoratori protagonisti delle lotte per il salario, i diritti e le tutele.

giovedì 15 settembre 2011

Marco Ferrando alla festa della Fiom





PADOVA Giovedì 15 settembre parco delle mura a Padova alle ore 21.00alla festa della Fiom interviene il portavoce nazionale del PCL Marco Ferrando. Dibattito su contratto, democrazia, rappresentanza intervengono : Maurizio Landini segretario nazionale Fiom, Marco Ferrando portavoce nazionale PCL, Fabio Mussi SEL, A.Tibaldi IDV, P. Ferrero FED, Fassina PD.

Via Fra Paolo Sarpi, Parco delle Mura, Padova

venerdì 28 gennaio 2011

SIANO GLI OPERAI A PROCESSARE BERLUSCONI

Lo sciopero generale dei metalmeccanici ha assunto un significato non solo sindacale ma politico. La parola d'ordine della cacciata del governo ha attraversato tutti i grandi cortei.
Ora si tratta di investire la forza delle manifestazioni in una lotta vera che abbia l'ambizione di vincere. Non ha alcun senso “chiedere” le dimissioni a Berlusconi. Ha senso costruire una mobilitazione capace di imporgliele. Con una iniziativa di lotta prolungata, generale, radicale, capace di bloccare l'Italia sino alla caduta del governo. Il rovesciamento rivoluzionario di Ben Alì in Tunisia e la sollevazione in atto in Egitto rivelano la forza straordinaria di una ribellione operaia e popolare.
E' ora di dire: “Fare come in Tunisia”.
Siano gli operai a processare Berlusconi e a rovesciare il suo sultanato.

giovedì 27 gennaio 2011

DOMANI TUTTI A PADOVA! PER PIEGARE MARCHIONNE E CACCIARE BERLUSCONI

Lavoratori e lavoratrici,
lo sciopero generale dei metalmeccanici promosso dalla Fiom per il 28 Gennaio ha una grande importanza.
Ma non può limitarsi ad un’iniziativa ordinaria, né a soli obiettivi sindacali.
L’aggressione che si sta scatenando contro i metalmeccanici, sotto la direzione della Fiat, non ha precedenti in tutta la storia del dopoguerra. Mai era accaduto, neppure negli anni 50, che la Fiom venisse espulsa dalla rappresentanza sindacale nelle fabbriche, e che i lavoratori venissero privati del diritto di eleggere i propri rappresentanti sindacali. Eppure è questo il modello varato prima a Pomigliano, poi a Mirafiori,- grazie alla complicità servile di Cisl e Uil- e che si vuole estendere in prospettiva a tutti i lavoratori. L’obiettivo è chiaro: abbattere ulteriormente le condizioni di lavoro e di vita degli operai e per questo privarli di ogni strumento di difesa.
Parallelamente i padroni continuano a godere dell’appoggio del governo più reazionario che l’Italia abbia visto dai tempi di Tambroni: un governo guidato da un sultano megalomane, circondato da faccendieri di ogni sorta, privo ormai di una maggioranza politica in Parlamento e impegnato a corrompere deputati. Un governo che ha l’unico scopo di salvare Berlusconi dalla galera, e che per questo calpesta le stesse leggi borghesi dello Stato.
A tutto questo occorre reagire. Il fronte unico Marchionne Berlusconi va affrontato e spazzato via. Non si può farlo affidandosi a quelle “opposizioni” parlamentari di PD e UDC che hanno sostenuto Marchionne contro gli operai, dopo aver fallito contro Berlusconi in Parlamento: e il cui obiettivo dichiarato è rimpiazzare Berlusconi con un governo amico di Marcegaglia e Bankitalia. Si può farlo solo costruendo un fronte unico autonomo e di lotta del movimento operaio e di tutte le sue organizzazioni. Solo contrapponendo al fronte di classe avversario una forza di massa uguale e contraria. Una forza tanto radicale quanto sono “radicali” Marchionne e Berlusconi.
Ci appelliamo dunque a tutte le sinistre sindacali e politiche perché rompano col PD e il centrosinistra e avviino unitariamente una lotta vera, per vincere. Lo sciopero del 28 Gennaio diventi l’inizio di una mobilitazione di massa prolungata. Si organizzi il blocco generale degli straordinari. Si promuova l’occupazione di tutte le aziende che licenziano o violano i diritti sindacali. Si costituisca una cassa nazionale di resistenza. Si convochi una assemblea nazionale di delegati eletti di tutte le categorie dei lavoratori, pubblici e privati, per varare una piattaforma di lotta unificante, capace di coinvolgere in una lotta a oltranza l’insieme del mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati, degli studenti: e che parta dalla difesa del contratto nazionale, dal blocco dei licenziamenti, dalla cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, votate in 15 anni da centrodestra e centrosinistra ( inclusa Rifondazione).
Al tempo stesso si assuma realmente l’obiettivo politico della cacciata del governo. La Tunisia ha dimostrato come la forza di una sollevazione popolare possa rovesciare un regime ventennale apparentemente solido.
Allo stesso modo in Italia la forza di una esplosione sociale, radicale e di massa, può disgregare il blocco sociale reazionario, cacciare un governo moribondo, e aprire la via dell’unica vera alternativa: quella di un governo dei lavoratori per i lavoratori, basato unicamente sulle loro ragioni e sulla loro organizzazione. Un governo che possa liberare la società dalla dittatura parassitaria dei capitalisti, dei banchieri, dei managers da 38 milioni annui come Marchionne, per dare finalmente il potere a chi lavora: che è poi la vera democrazia.
TUTTI IN SCIOPERO IL 28 GENNAIO PER LA DIFESA DEI DIRITTI SINDACALI
ORGANIZZIAMO UNA MOBILITAZIONE PROLUNGATA CHE PIEGHI
PADRONATO E GOVERNO
CACCIAMO BERLUSCONI COME BEN ALI’ IN TUNISIA: CON LA FORZA DI UNA
LOTTA DI MASSA

sabato 15 gennaio 2011

PRESIDIO SOLIDARIETA' CON RIVOLTA NEI PAESI DEL MAGHREB (TUNISIA E ALGERIA)

Nel pomeriggio di venerdi 14 Gennaio 2011 in Piazza Antenore, davanti la Prefettura di Padova, si è svolto un presidio contro la repressione e in solidarietà dei lavoratori e delle masse popolari del Maghreb (Tunisia e Algeria).

Al presidio erano presenti la FIOM CGIL di Padova, la Federazione della Sinistra e il Partito Comunista dei Lavoratori.

Intanto arrivava la notizia del Colpo di Stato in Tunisia che destituiva il Presidente Zine El Abidine Ben Ali, mentre i militari assumevano il controllo del Paese, il potere veniva assunto dal premier Mohamed Ghannouchi fino a nuove elezioni.

A questa notizia alcuni immigrati arabi e tunisini incontrati nel corso del volantinaggio esprimevano la necessita che se ne vadano tutti! "Que se vayan todos!", il grido di lotta argentino del 19 dicembre 2001 poi diffusosi in tutto il mondo!

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Il PCL presente con una propria delegazione ha distribuito il seguente volantino

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SOSTENIAMO LE LOTTE DEI LAVORATORI E DELLE MASSE POPOLARI DEL MAGHREB

SOSTENIAMO LA RIVOLTA POPOLARE IN ALGERIA E TUNISIA


Il Partito comunista dei lavoratori, esprime il pieno sostegno alla rivolta popolare in atto in Algeria e Tunisia. Grandi masse di giovani arabi si stanno ribellando non solo al carovita, ma alla propria condizione sociale di sfruttati, precari, disoccupati. Una condizione tanto più intollerabile a fronte del lusso delle proprie borghesie nazionali e del carattere reazionario e corrotto dei regimi politici dominanti.

Un’intera generazione di giovani algerini e tunisini è infatti privata di ogni futuro: condannata o alla disoccupazione e alla marginalità di strada, o al supersfruttamento praticato da tante aziende europee- italiane in testa- a caccia di manodopera a basso costo con cui ricattare in patria i “propri” lavoratori . Oltretutto i giovani arabi che cercano la via della fuga in Europa , si trovano sbarrata la via dalle nuove leggi antimigranti concordate dai propri governi corrotti con la U.E., in cambio di mazzette e commesse facili per i capitalisti europei. E per questo si scontrano più di ieri con le vessazioni delle proprie polizie o delle polizie della U.E., spesso finendo nei campi di detenzione ( arabi o europei) e nei loro orrori.

Il PCL fa appello non solo alla solidarietà coi giovani arabi in rivolta ma all’aperto sostegno della loro ribellione. All’ unità tra governi europei e governi arabi va contrapposta l’unità tra gli sfruttati, arabi ed europei.

Il ruolo di organizzazioni sindacali in Tunisia in diretto rapporto con le mille forme della rivolta giovanile è un fatto di estrema importanza.

Il Partito Comunista dei Lavoratori chiede a tutte le sinistre italiane, politiche e sindacali, di promuovere un immediata mobilitazione unitaria sotto le ambasciate e i consolati di Algeria e Tunisia, col coinvolgimento diretto di migranti arabi in Italia e delle loro organizzazioni: per denunciare i rispettivi regimi e il sostegno criminale loro accordato dall'imperialismo e da tutti i governi europei - a partire dal governo Berlusconi- e chiedere la liberazione di tutti i giovani arrestati, dei militanti sindacali e delle organizzazioni della sinistra.

LIBERTA’ PER TUTTI GLI ARRESTATI

PIENI DIRITTI DEMOCRATICI E SINDACALI, INDIVIDUALI E COLLETTIVI, IN ALGERIA E TUNISIA

VIA I GOVERNI CRIMINALI DI TUNISI E DI ALGERI E PUNIZIONE DI TUTTI I RESPONSABILI DEGLI ECCIDI DI PIAZZA

CANCELLAZIONE DEI DIRITTI DI SUPERSFRUTTAMENTO CONCESSI ALLE IMPRESE ITALIANE ED EUROPEE, E AI LORO GOVERNI, CONTRO I GIOVANI E I LAVORATORI ARABI

ESPROPRIO DELLE BANCHE STRANIERE, DELLE GRANDI AZIENDE ENERGETICHE, DELLA BORGHESIA ARABA, SFRUTTATRICE E COMPRADORA, SOTTO IL CONTOLLO OPERAIO E POPOLARE.

PER UN GOVERNO OPERAIO E POPOLARE A TUNISI ED ALGERI, NELLA PROSPETTIVA DI UNA FEDERAZIONE SOCIALISTA ARABA

Partito Comunista dei Lavoratori

Sezione “Pietro Tresso (Blasco)” di Venezia

Via San Donà 278 Mestre-Venezia

Contatti : pclvenezia@yahoo.it / info@pclavoratori.it

www.pclavoratori.it

Segue un domcumento del PCL redatto in francese

Le Parti Communiste des Travailleurs (PCL) porte son total soutien à la révolte populaire en Algérie et Tunisie. Des masses de jeunes arabes sont en train de se rebeller pas seulement à l'augmentation des prix, mais à leur condition sociale d'exploités, de précaires, de chômeurs. Conditions d'autant plus insupportables face au luxe de leur bourgeoisies nationales et du caractère réactionnaire et corrompu des régimes politiques dominants. Une génération entière de jeunes algériens et tunisiens a été privée de tout avenir: condamnée soit au chômage et à la marginalisation, soit à la surexploitation par une des nombreuses entreprises européennes –italiennes en premier-- en cherche de main-d'œuvre peu coûteuse pour faire pression sur « leurs » travailleurs en patrie.

De plus, les jeunes arabes qui cherchent à s'enfuir en Europe trouvent la voie barrée par les lois anti-migrants concordées par leurs gouvernements corrompus avec l'UE en échange de pots-de-vin et marchés faciles pour les capitalistes européens. C'est pur cela qu'ils se confrontent à leur police ou aux polices européennes, souvent finissant pour se retrouver dans des camps de détention (arabes ou européens) et face à leurs horreurs.

Le PCL fait appel pas seulement à la solidarité avec les jeunes arabes en révolte, mais aussi au soutien ouvert à leur révolte. À l'alliance entre gouvernements européens et gouvernements arabes doit être opposées celle entre les exploités arabes et européens. Le rôle des organisation syndicales en Tunisie, en rapport direct avec les différents formes de la révolte de la jeunesse est un facteur d'une extrême importance.

Après la « fuite » de Ben Ali, aujourd'hui plus que jamais il est nécessaire de demander l'assemblée constituent et nouvelles elections : le pouvoir ne peut être géré toujours par les même cabales bonapartistes.

Le PCL demande à toutes le forces de gauche en Italie, autant politiques que syndicales, de promouvoir une mobilisation immédiate et unitaire devant les ambassades et les consulats d'Algérie et de Tunisie, en impliquant de manière directe les immigrants arabes en Italie et leurs organisations; afin de dénoncer leur régimes respectives et le soutien criminel qui leur accordent les gouvernements européens – à commencer par le gouvernement Berlusconi – et demander la libération de tous les jeunes emprisonnés.

Liberté pour tous les détenus

Pleins droits démocratiques et syndicales, individuels et collectifs, en Algérie et Tunisie

Chasser les gouvernements criminels de Tunis et d'Alger, Punir les responsables des massacres de rue

Annuler les droits de hyper-exploitation accordés aux entreprises italiennes et européennes et à leurs gouvernements contre les jeunes et les travailleurs arabes

Expropriation des banques étrangères, des grandes entreprises énergétiques, de la bourgeoisie arabe exploiteuse et compradora, sous contrôle ouvrier et populaire

Pour un gouvernement ouvrier et populaire à Tunis et Alger, dans la perspective d'une fédération socialiste arabe

Pour la création partout de conseils des travailleurs choisis par les travailleurs eux-mêmes

pour l'armement généralisé du peuple tunisien sous le contrôle des ces mêmes conseils

venerdì 12 marzo 2010

SCIOPERO GENERALE DEL 12 MARZO


Mobilitazione radicale e di massa contro il governo e il padronato
PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI


IL PADRONATO SCARICA LA CRISI CAPITALISTICA SUI LAVORATORI
Da circa un anno e mezzo il sistema capitalistico mondiale è attraversato da una delle più gravi crisi di sovrapproduzione dopo quella del 1929. A dicembre 2009 il tasso di disoccupazione della zona euro ha raggiunto il 10%, oltre 23 milioni di disoccupati nell'Unione europea, 15,7 milioni nell'eurozona.
In Italia la produzione industriale è crollata del 17,4%, il Pil ha registrato a fine anno un crollo di circa il 5%, sotto zero. Il tasso di disoccupazione a dicembre 2009 è salito all' 8,5%, oltre 2 milioni di lavoratori e lavoratrici, nativi e migranti, senza lavoro. Nel 2009 sono stati persi oltre 300 mila posti di lavoro, a febbraio 2010 è fortemente aumentato (+246%) il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, premessa di mobilità e nuovi licenziamenti. Lo scorso anno i primi ad essere stati licenziati sono stati i lavoratori precari e migranti: questi ultimi, per effetto del Pacchetto sicurezza di Maroni, oltre al lavoro perdono anche il permesso di soggiorno, rischiando la clandestinità e il carcere.

IL GOVENRO BERLUSCONI SMANTELLA LE ULTIME TUTELE DEI LAVORATORI
Prima la flessibilità/precarietà in ingresso (contratti di somministrazione, lavoro a progetto, a chiamata, ecc) introdotta dal centrosinistra nel '97 con il “Pacchetto Treu” e completata dal centrodestra nel 2003 con la “legge 30”, detta Biagi. Oggi, il governo Berlusconi è riuscito ad introdurre anche la flessibilità/licenziamento in uscita con il “collegato lavoro” del Ddl Sacconi. Questa nuova legge attraverso il principio della conciliazione e dell'arbitrato svuota e rende inesigibile l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Questo colpo di maglio del governo è stato preceduto dall'accordo separato del 22 gennaio 2009 -tra Confindustria e i sindacati complici, Cisl, Uil e Ugl- che già conteneva l’arbitrato e da alcuni contratti nazionali, in particolare quello dei chimici.
Di fronte al sostegno dato da Cisl e Uil alla distruzione del sistema della contrattazione dei diritti collettivi, la Cgil deve trarre le dovute conseguenze: inseguire l’unità con questi sindacati, oggi, significa inseguire l’arbitrato e la distruzione dei diritti. Per difendere l’articolo 18 la rottura con il modello sindacale aziendalista praticato da Cisl e Uil deve essere chiara e netta.

IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI, L'UNICA VERA OPPOSIZIONE CLASSISTA
Di fronte a questi fatti di inaudita gravità non bastano gli appelli, gli atti simbolici e gli annunci referendari proposti dalla sinistra riformista. E’ necessaria una mobilitazione di massa, tempestiva e radicale, che imponga la revoca del provvedimento. La Cgil non può concedere oggi a Berlusconi, senza lotta, ciò che la lotta del 2002 gli impedì: l’articolo 18 non si tocca, né direttamente, né indirettamente.
Lo sciopero generale convocato dalla Cgil per il 12 marzo deve includere questo obiettivo. E deve aprire una mobilitazione unitaria e ad oltranza per una vera vertenza generale di tutto il mondo del lavoro: dei lavoratori, nativi e migranti, dei precari, dei disoccupati, che punti a piegare Governo e Confindustria.

- Blocco dei licenziamenti; Nessun lavoratore deve essere licenziato;
- Salvaguardia del potere d'acquisto di salari e pensioni; reintroduzione della Scala Mobile;
- Difendiamo l'articolo 18; No alla legge Sacconi sui rapporti di lavoro; abrogazione delle leggi precarizzanti (Pacchetto Treu, Legge 30 Biagi...);
- Estensione dei diritti civili, sindacali e politici ai lavoratori migranti a partire dal diritto al permesso di soggiorno che non deve essere vincolato al rapporto di lavoro; abrogazione delle leggi razziste (Turco-Napolitano, Bossi-Fini, Pacchetto Sicurezza di Maroni);
- Coordinamento operaio delle aziende in crisi e in lotta, con delegati eletti in tutti i posti di lavoro, articolato a livello aziendale e territoriale, provinciale, regionale e nazionale. Solo attraverso l'unità nella lotta è possibile rilanciare la richiesta di redistribuzione del lavoro, attraverso la riduzione dell'orario a parità di salario, e la nazionalizzazione, sotto controllo operaio e senza indennizzo, delle aziende in crisi e che licenziano.