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lunedì 2 maggio 2011

La lotta delle donne, fra genere e classe


Seminario di formazione marxista - Origine dell’oppressione femminile, le donne nel capitalismo, le donne nella società socialista. Attualità dell’analista materialista e della lotta di classe per la rivoluzione.

L'incontro si terrà sabato 7 maggio 2011 con inizio alle ore 16.00 presso la sala della sede del PCL in Via S. Donà 278, Mestre (Venezia)

Bibliografia:

* F. Engels, L’origine della famiglia, della proprietà privata e dello Stato
* K. Marx, Il Capitale, libro I, cap. 12, Divisione del lavoro e manifattura
* K. Marx, Il Capitale, libro I, cap. 13, Macchine e grande industria
* K. Marx, Per la critica dell’economia politica- Prefazione
* E. Reed, La donna e la famiglia
* Risoluzioni della III Internazionale sul lavoro tra le donne
* Lenin, Stato e rivoluzione
* L. Trotsky, La rivoluzione tradita, cap. VII, La famiglia, la gioventù, la cultura

martedì 8 marzo 2011


Lenin 1921- Il risultato principale, fondamentale conseguito dal bolscevismo e dalla Rivoluzione d'ottobre è di aver trascinato nella politica proprio coloro che erano più oppressi sotto il capitalismo. Strati che i capitalisti hanno schiacciato, ingannato, derubato sia in regime monarchico sia nelle repubbliche democratiche borghesi. Questo giogo, questo inganno, questa rapina del lavoro del popolo da parte dei capitalisti è inevitabile finché esiste la proprietà privata della terra, delle fabbriche, delle officine.

La sostanza del bolscevismo, del potere sovietico, è smascherare la menzogna e l'ipocrisia della democrazia borghese, abolendo la proprietà privata della terra, delle fabbriche, delle officine e con-centrando tutto il potere dello Stato nelle mani delle masse lavoratrici e sfruttate. Queste masse prendono nelle loro mani la politica, cioè l'edificazione di una nuova società. È un compito difficile: le masse sono state abbrutite, soffocate dal capitalismo, ma non esiste e non può esistere altra via per uscire dalla schiavitù salariata, dalla schiavitù capitalistica.

Non è possibile però far partecipare le masse alla politica se non vi partecipano le donne. In regime capitalistico, infatti, la metà del genere umano, formata dalle donne, subisce una duplice oppressione. L'operaia e la contadina sono oppresse dal capitale e, per di più, - persino nelle repubbliche borghesi più democratiche, permane, in primo luogo, l'ineguaglianza giuridica, cioè la legge non concede alle donne l'eguaglianza con gli uomini; in secondo luogo, - e questa è la questione capitale, - esse subiscono la «schiavitù domestica», sono «schiave della casa», soffocate dal lavoro più meschino, più umiliante, più duro, più degradante, il lavoro della cucina e della casa che le relega nell'ambito ristretto della casa e della famiglia.

La rivoluzione bolscevica, sovietica distrugge le radici dell'oppressione e dell'ineguaglianza delle donne assai più profondamente di quanto, fino ad oggi, abbia osato alcun partito o rivoluzione.

La giornata internazionale delle lavoratrici, Lenin 1921

lunedì 14 febbraio 2011

LE MANIFESTAZIONI del 13 FEBBRAIO IMPONGONO UN CAMBIO DI PASSO

Le enormi manifestazioni di donne e di popolo nelle piazze di tutta Italia si sono risolte nella rivendicazione corale della cacciata del governo. E' una richiesta che va onorata, non a parole ma coi fatti. E' il momento di unire il fronte di massa dei lavoratori, degli studenti, delle donne, in una grande marcia nazionale su Palazzo Chigi per imporre a Berlusconi le dimissioni,attraverso l'assedio prolungato e di massa dei palazzi del potere. E' l'unica via per sgombrare il campo dal Sultanato di Arcore aprendo dal basso uno scenario nuovo. Non quello di una Santa Alleanza Nazionale con gli amici “democratici” di Marchionne e del Vaticano .Ma quella di un'alternativa alle classi dirigenti del Paese. E' il caso davvero di dire “Se non ora quando?”

Le rivoluzioni popolari in Tunisia e in Egitto hanno dimostrato nel modo più clamoroso ciò che il PCL ha sempre sostenuto: la forza delle masse può infrangere ogni barriera. Il governo Berlusconi, a maggior ragione oggi, non è certo più forte del regime di Ben Alì o di Mubarak. Perchè allora non unire le forze per una spallata di massa liberatoria? Se milioni di lavoratori e di giovani, uomini e donne, si liberano del controllo paralizzante del centrosinistra e acquistano fiducia nella propria forza, tutto diventa possibile.
Questa è la linea con cui il PCL è intervenuto nelle manifestazioni del 13 Febbraio, fuori da ogni logica di defilamento o di subordinazione all'impostazione egemone. Questa è la proposta che il PCL formalizzerà a tutte le forze della sinistra politica e sindacale , e dell'associazionismo popolare antiberlusconiano.

Partito Comunista dei Lavoratori

giovedì 10 febbraio 2011

PER UN NUOVO MOVIMENTO DI LIBERAZIONE DELLE DONNE

E’ vero! E’ giunto il momento di dire basta! Basta ai comportamenti lesivi della dignità delle donne: dalle immagini pubblicitarie ai ben più gravi casi di molestie sessuali, dallo sfruttamento del lavoro domestico di cura alla violenza inaudita che colpisce, fino alla morte, dentro le “rassicuranti” mura domestiche. Questo clima corrotto e soffocante, tipico dei regimi in decadenza, ammorba il vivere civile, proponendo alle giovani generazioni modelli che svalutano la dignità e le potenzialità umane. E’ la classe al potere, la borghesia, che produce la cultura dominante diffondendola attraverso le istituzioni, i media e i comportamenti quotidiani. I comunisti, donne o uomini che siano, si battono per affermare valori alternativi e nella loro lotta per l’abbattimento del sistema capitalista e per la costruzione di una società socialista, si pongono il compito di ricostruire il movimento delle donne. Le lotte del movimento femminista degli anni '70 contribuirono enormemente ad elevare nelle donne la coscienza della propria condizione e della possibilità di costruire percorsi di emancipazione anche all’interno del quadro sociale borghese. La storia si è incaricata di mostrare nei fatti che le conquiste ottenute negli anni passati, come pure i livelli di coscienza delle donne, sono stati rimessi duramente in discussione ed è quindi necessario un nuovo slancio a partire da un sano sentimento di indignazione, che caratterizza anche la manifestazione organizzata dalle donne in Italia il 13 febbraio. Per dare nuova forza al movimento per i diritti delle donne avanziamo alcune proposte che collocano le questioni di genere accanto alle questioni di classe:

- Per l’abrogazione di tutte le leggi sulla precarizzazione del lavoro: che per le donne si sono trasformate in trappole per ricatti sociali e sessuali. Precarietà lavorativa che si traduce anche in un chiaro ostacolo all'indipendenza e al diritto alla maternità.
- Per il diritto al lavoro e l'abolizione delle disparità tra i sessi: in Italia meno della metà delle donne ha un lavoro retribuito, di queste il 27% lo perde dopo la prima gravidanza; a parità di competenze le condizioni lavorative prevedono disparità in termini di retribuzione, precarietà, tipologia, qualifica e orari.
- Lottiamo contro i tagli alle spese sociali, primo elemento di peggioramento dei carichi del lavoro di cura che grava sulle donne.
- Contro la cultura sessista e sciovinista che alimenta la violenza e lo sfruttamento del corpo delle donne.
- Contro l'oscurantismo vaticano, per l’abrogazione di tutte le norme sull’obiezione di coscienza di medici e farmacisti, per la promozione delle pratiche contraccettive, per lo sviluppo degli investimenti nella sanità sotto il controllo sociale, per un controllo delle decisioni sul corpo totalmente affidato alle donne, per una maternità libera e consapevole.
- Per l'abrogazione della legge 40 sulla procreazione assistita, contro la cultura religiosa e fondamentalista, che impedisce alle donne di decidere autonomamente su tutti gli aspetti della propria esistenza.
- Contro lo sfruttamento delle donne migranti e non (sempre più spesso minorenni) che ogni notte, ridotte in schiavitù, vengono vendute nell'indifferenza generale.
- Per l’abrogazione di tutte le leggi razziste e xenofobe, per la chiusura dei CIE, contro la cultura razzista che alimenta la violazione dei diritti delle donne migranti e pratiche di violenza diffusa nei loro confronti.
- Per la difesa, dove esistono, e per la loro istituzione dove ancora non ci sono di case di protezione per le donne vittime di violenza.

Saremo presenti alle manifestazioni di Venezia e Padova